“Eresia", dal greco “scelta”, "chiunque sceglie ciò che gli par essere migliore”. Così scriveva, tra VI e VII secolo, Isidoro, vescovo di Siviglia. Una libera adesione ad un credo comportamentale, etico, spirituale, che necessariamente si contrappone a qualcosa di altrettanto categorico, definito e definitivo da cui si distingue e dal quale riceve la connotazione negativa.
Da una parte un monolite pieno di certezze, dogmatico che si ritiene depositario della verità, esauriente ed esaustivo, dall'altra il singolo che può farsi gruppo o folla o movimento, che pur accogliendo il sistema, operando e restando all'interno di esso ne intacca le certezze, il dogmatismo, quando non addiritttura le basi.