La storia del Feudo di Castel dell’Aquila: mito e leggenda nel ritrovamento dello scheletro di un cavaliere del 1300. Dopo le recenti teorie apparse sui giornali, circa il ritrovamento dello scheletro del Cavaliere di Castel dell’Aquila di Gragnola (MS) in Lunigiana, cerca di aggiungere chiarezza sulla vicenda anche Giovanni J. Poleschi che nel 2000 pubblicò il libro “Forum Gragnolae et Castrum Aquilae” nel quale vengono analizzate le vicende che hanno caratterizzato la storia del Feudo di Castel dell’Aquila dalle prime notizie, attraverso tutto il Medioevo fino al Rinascimento.
In prima analisi dobbiamo considerare la scarsità dei dati certi sui quali basare un eventuale ricerca, e non essendo ancora noti i risultati dell’esame al carbonio, che comunque non potrà fornire una datazione certa se non con uno scarto di circa un secolo, e non avendo ancora la possibilità di leggere le eventuali iscrizioni riportate sul medaglione ritrovato al collo del “cavaliere”, possiamo solo basarci sullo studio tipologico della punta metallica (verrettone) rinvenuta tra le vertebre dello scheletro che è stata chiaramente identificata come l’arma che ne avrebbe procurato la morte.Nel periodo ipotetico di utilizzo di tale arma, (1300), sono da evidenziare vari eventi bellicosi che hanno visto più o meno direttamente coinvolto il Castello dell’Aquila ed in tali occasioni potrebbe essere stato ucciso l’uomo rinvenuto a Gragnola.